Venezia in quattro giorni

Scegliere l’Italia nell’estate del Coronavirus è stata per molti una scelta etica, un modo di supportare il nostro paese così provato dalla pandemia. Scegliere Venezia è stata per noi una scelta (anche) casuale oltre che etica, dettata (per una volta) da una totale mancanza di programmazione. Così abbiamo avuto modo di vedere la città in una situazione difficilmente replicabile: "vuota", per usare l’espressione dei veneziani con cui abbiamo chiacchierato. La quantità di turisti non era comunque da poco. Di certo i grandi assenti sono stati gli americani con il loro accento inconfondibile, numerosi invece i francesi, i tedeschi e gli inglesi. Per la prima volta siamo andati anche al Lido di Venezia per una giornata al mare che ci ha molto stupiti.

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Il primo giorno a Venezia: dove parcheggiare low cost (o gratis), come raggiungere piazzale Roma e come spostarsi con la tessera Venezia Unica

Se cercate on line i parcheggi a Venezia usciranno preventivi piuttosto elevati, con una media di 25 euro al giorno. Ma se parcheggiate poco fuori, ad esempio al Venice City Park in via dei Petroli (o in uno degli altri nei pressi), ve la caverete con circa 6 euro al giorno per un parcheggio custodito, cui andranno aggiunti 3 euro per il tragitto di A/R in autobus che porta a piazzale Roma. Da qui partono i vaporetti oppure potete muovervi a piedi. Noi abbiamo scelto questa soluzione (parcheggio custodito + autobus) che si è rivelata non solo low cost ma anche estremamente comoda, perché abbiamo evitato di avventurarci in auto sul ponte della Libertà – che raccorda Venezia alla terraferma – nell’orario attorno a mezzogiorno. Sempre nella zona di via dei Petroli ci sono parcheggi completamente gratuiti ma non custoditi.

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Una volta raggiunto piazzale Roma per spostarvi a Venezia avete due alternative: camminare, camminare, camminare o… salire su un vaporetto. Una scelta ragionata tra le due opzioni permette di ottimizzare i costi. La corsa singola in vaporetto per 75 minuti costa 7,50 euro quindi basta effettuare tre viaggi in una giornata (e non è difficile, considerate le distanze e la quantità di bellezze da vedere) per ammortizzare uno qualsiasi dei pass previsti da Venezia Unica (1, 3, 5 e 7 giorni). Noi abbiamo utilizzato solo le… gambe il primo pomeriggio, poi dal secondo al quarto giorno abbiamo scelto la tessera da 72 ore. Tutte le opzioni e i costi a questo link di ACTV (Azienda Consorzio Trasporti Venezia) http://actv.avmspa.it/it/content/urbano-venezia-0

Dopo aver raggiunto il cuore di Venezia attorno all’ora di pranzo, abbiamo mangiato in un locale nei pressi del mercato di Rialto, senza formalizzarci troppo in quanto un po’ affamati e stanchi di trascinare i bagagli su e giù per i ponticelli. Da lì siamo andati al Combo – posizione comodissima alle Fondamenta Nuove – per lasciare zaini e trolley ma anche per un attimo di relax prima di uscire, ancora a piedi, alla scoperta della città e, in particolare, del Ghetto ebraico.

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Da qui altra scarpinata fino a piazza San Marco, giusto in tempo per guardare il tramonto e vedere il sole che colpisce con gli ultimi raggi il profilo della basilica di Santa Maria della Salute. La chiesa costituisce un ex voto: è stata infatti costruita per preservare la città dalla peste del XVII secolo. È intitolata alla Vergine Maria. Da oltre tre secoli il 21 novembre il Patriarca e le autorità locali guidano il pellegrinaggio cittadino. Il Comune di Venezia allestisce il ponte votivo che permette di attraversare il Canal Grande da Santa Maria del Giglio.

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Alla fine la nostra prima giornata a Venezia sarà una giornata da oltre 20.000 passi.

Il secondo giorno a Venezia: di sestiere in sestiere su e giù dai vaporetti

Il secondo giorno a Venezia inizia con l’acquisto della tessera per i trasporti pubblici (vaporetti ma anche autobus) allo sportello ACTV presente sulle Fondamenta Nuove, proprio dietro il Combo: http://actv.avmspa.it/it/content/urbano-venezia-0 Abbiamo optato per la formula da 72 ore così da muoverci in completa libertà nei tre giorni interi di permanenza a Venezia. Una scelta azzeccata perché abbiamo davvero sfruttato molto la libertà data da questo tipo di ticket.

Il primo tragitto in vaporetto è verso piazza San Marco: avvicinandoci all’attracco, Palazzo Ducale si staglia, rosa e bianco, su un cielo blu spazzato dal vento del mattino; immediatamente accanto è possibile ammirare il celebre ponte dei Sospiri.

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Qui, dopo un caffè, attendiamo la fine della celebrazione liturgica nella piccola parte della Basilica aperta al pubblico, ma solo per la preghiera o per la messa, a numero chiuso. All’uscita valutiamo la coda per salire in cima al campanile di San Marco: è decisamente lunga (per fortuna Venezia è vuota) ed è pure al sole. Quindi decidiamo di ritentare più tardi.

Prendiamo subito un altro mezzo diretto alla Giudecca, dove passeggiamo dando un’occhiata al famoso hotel Cipriani con il suo attracco riservato e alla Chiesa di Santa Maria della Presentazione (Le Zitelle). Da lì riprendiamo il vaporetto e scendiamo sulle Fondamenta delle Zitelle: ne percorriamo il profilo sino alla punta della Dogana per poi risalire dalla parte opposta sino all’Accademia dove… prendiamo la linea 1 che percorre il Canal Grande.

E’ il primissimo pomeriggio e dedichiamo un’ora abbondante a salire e scendere lungo il Canal Grande per ammirare, lungo questa primaria via di comunicazione nella geografia di Venezia (è lungo quasi quattro chilometri), gli splendidi palazzi che ne costellano le rive e che la Lonely Planet elenca e dettaglia con precisione. Un’andata/ritorno in vaporetto da Accademia (o da San Marco) a piazzale Roma è anche un bel modo per riposarsi e rilassarsi, spezzando la giornata con una splendida vista. Un passaggio obbligato è quello sotto il ponte di Rialto sempre affollato e sotto il ponte di Calatrava (ponte della Costituzione), due dei quattro ponti pedonali sul Canal Grande (gli altri sono il ponte dell’Accademia e il ponte degli Scalzi).

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Quando siamo di nuovo in piazza San Marco la coda per la salita al campanile di San Marco è dimezzata rispetto alla mattina ma, soprattutto, è all’ombra. Prendiamo quindi posizione in attesa che arrivi il nostro turno per l’ascensore (tariffa 2020 10 euro) e ammirare la città dall’alto con una vista mozzafiato a trecentosessanta gradi.

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Per rientrare al Combo cambiamo tragitto rispetto alla mattina (ma sempre in vaporetto) e, quindi, risaliamo in senso orario (guardando piazza San Marco) transitando davanti alla Giudecca e al Molino Stucky (che è stato in attività sino agli anni Cinquanta e che oggi ospita l’Hotel Hilton), su fino a piazzale Roma e da lì alle Fondamenta Nuove.

Il terzo giorno a Venezia: in spiaggia al Lido

All’imbarco del vaporetto abbiamo conosciuto una coppia di simpatici pensionati attrezzati di carrello e di borsa frigorifero: ogni mattina vanno in spiaggia, al Lido di Venezia, così abbiamo chiesto loro qualche consiglio. Ne è uscita una splendida giornata di relax in spiaggia.

Una volta raggiunto il Lido in vaporetto, basta prendere l’autobus e scendere in una delle spiagge (libere o a pagamento) che costellano quest’isola. Le spiagge sono ampie, sabbiose, punteggiate di conchiglie, piene di gabbiani e, per noi che non siamo abituati, oltre ai classici lettini sotto gli ombrelloni, offrono pure simpatiche casette in legno dotate di veranda, ideali per chi ha attrezzatura varia da riporre o desidera un riparo dal sole più strutturato. Così le abbiamo viste solo in Sicilia e in Inghilterra.

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Il quarto giorno a Venezia tra arte e campi

L’ultimo giorno a Venezia è all’insegna dell’arte: prima con una visita alla Fondazione Pinault e poi fuori e dentro le gallerie che animano la zona attorno all’Accademia.

Dopo pranzo andiamo un po’ a zonzo, con uno sguardo attento alle tante chiese che a volte spuntano in modo inaspettato dopo aver passato un ponte, altre si ergono con possente magnificenza nei campi, principalmente tra il sestiere Dorsoduro e il sestiere Cannaregio.

Ed è un attimo arrivare a metà pomeriggio, recuperare i bagagli e far rotta in vaporetto verso piazzale Roma, dove l’autobus ci porterà alla macchina per tornare a casa.

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ultimo aggiornamento settembre 2020

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