Pennaevaligia.itScopri luoghi, esperienze e culture del mondo

Cos’è il forest bathing e perché tutti vogliono provarlo? Benessere reale tra gli alberi

Niccolò Fontanaridi Niccolò Fontanari· 24/08/2026 13:05
Cos’è il forest bathing e perché tutti vogliono provarlo? Benessere reale tra gli alberi

Quando ho sentito parlare per la prima volta di "forest bathing" – shinrin-yoku in giapponese – ho pensato a una delle tante tendenze wellness nate sui social. Poi, due anni fa, mi è capitato di trascorrere una settimana sulle montagne del Cusio, tra Piemonte e Lombardia, e ho capito che questa pratica non è una moda passeggera, ma un modo profondamente concreto di relazionarsi con la natura. Il forest bathing non è escursionismo, non è fitness, non è meditazione al tramonto. È semplicemente stare tra gli alberi, consapevolmente, a ritmo lento.

Che cos'è il forest bathing e come funziona

Il forest bathing nasce in Giappone negli anni Ottanta come risposta consapevole allo stress urbano e alla disconnessione dalla natura. Non significa immergersi letteralmente in acqua, ma respirare l'essenza della foresta attraverso i cinque sensi. È una pratica che combina camminata lenta, consapevolezza e ascolto attivo dell'ambiente circostante.

La pratica si basa su un principio semplice: quando cammini in una foresta a ritmo deliberatamente lento – parliamo di 1,5-2 chilometri all'ora – il tuo corpo inizia a sincronizzarsi con i ritmi naturali. La pressione arteriosa diminuisce, il cortisolo (l'ormone dello stress) si riduce, la frequenza cardiaca si normalizza. Non è misticismo: studi Stress (psicologia) condotti in università giapponesi e scandinave hanno misurato questi effetti fisiologici con precisione.

Quello che ho notato personalmente, camminando nelle foreste di faggi e castagni intorno al lago d'Orta, è che la mente smette di rimuginarti sopra i problemi. Non perché li dimentichi, ma perché il cervello si concentra su stimoli sensoriali immediati: il profumo del muschio umido, il crepitio delle foglie secche, il gioco di luci tra le fronde.

Perché il forest bathing funziona (e quando non funziona)

Il successo del forest bathing dipende dalla qualità dell'intenzione con cui lo pratichi. Se scendi in bosco con lo smartphone in mano, aspettandoti di scattare foto perfette per Instagram, non accadrà nulla di speciale. Ho visto molti turisti fare questa esperienza in modo completamente errato: camminare velocemente, controllare continuamente il tempo, fare selfie vicino agli alberi più fotogenici.

Il forest bathing richiede semplicemente di rallentare. Questo significa metterci almeno due ore, scegliere percorsi poco affollati, possibilmente in foreste native dove la densità di alberi è alta. Funziona meglio se vai da solo o con una persona con cui puoi stare in silenzio.

Mi è capitato di recente di accompagnare un lettore che mi aveva chiesto come iniziare. Abbiamo percorso una mulattiera tra i boschi di castagno della Val d'Orcia in Toscana. Ha passato i primi 40 minuti a guardarsi intorno, un po' disorientato, chiedendosi se stava "facendo bene". Dopo un'ora ha detto: "Ah, ho capito. Non devo fare nulla". Esattamente.

Dove praticarlo in Italia e gli errori da evitare

La buona notizia è che l'Italia ha foreste straordinarie, spesso poco conosciute dai turisti. Non devi volare in Giappone. Le foreste di Biodiversità mediterranee, alpine e appenniniche funzionano perfettamente.

Il Nord del Piemonte offre boschi d'alto fusto intorno a Orta, Mergozzo e la Val Strona. In Toscana, i boschi intorno a Radda in Chianti e San Gimignano sono ideali. Sugli Appennini, la foresta della Lecceta intorno all'Oasi WWF di Bolgheri è straordinaria. In Alto Adige, le foreste di larici intorno a Plan de Corones sanno proprio di "foresta intatta".

Gli errori tipici che commettono i principianti: primo, scegliere foreste troppo vicine a città e strade (il rumore interfere il rilassamento). Secondo, fissare una meta finale da raggiungere – il forest bathing non ha destinazioni, solo percorsi. Terzo, andare quando ci sono molti escursionisti. Una foresta frequentata perde la sua essenza meditativa.

Come iniziare oggi stesso

Se vuoi provare, non servono attrezzature speciali. Scapte da casa con abbigliamento comodo, scarpe da trekking, una bottiglia d'acqua. Spegni il telefono o almeno la notifiche. Scegli un sentiero che non conosci, magari consultando una mappa dettagliata prima di partire.

Cammina per almeno 90 minuti. Fermarsi, ascoltare, osservare è tanto importante quanto camminare. Tocca i tronchi degli alberi se ti senti di farlo. Respira profondamente. Nota come cambia la luce, come il terreno varia, come suonano gli uccelli.

Vedrai che dopo questa esperienza, il tuo rapporto con la natura cambierà leggermente, ma in modo permanente. Inizierai a cercare frequentemente questi spazi. Scoprirai che il benessere non è acquistabile in una app, ma è già lì, tra gli alberi, gratuito e abbondante. Come scrivevo nei miei diari di viaggio lungo la Via Francigena, il vero cammino inizia quando smetti di correre.

Niccolò Fontanari
Niccolò Fontanari

Niccolò è cresciuto tra le colline toscane, e da quando ha attraversato a piedi la Via Francigena si è dedicato a raccontare cammini e itinerari insoliti in Italia e in Europa. Ama scoprire piccoli borghi e viaggiare con lentezza, privilegiando i mezzi green.