Era tanto che volevo visitare la Val d’Orcia, incantata in particolare da alcuni scatti da cartolina: la piazza delle sorgenti di Bagno Vignoni, i cipressi e i casali, la Cappella della Madonna della Vitaleta, le colline a perdita d’occhio. L’occasione è arrivata a luglio 2018. La Val d’Orcia è un paesaggio un po’ fuori dal mondo, una Toscana più piccola ma solo per le dimensioni dei suoi borghi, enorme per la bellezza del paesaggio, che trasmette pace e tranquillità, è patrimonio dell’Unesco ed è adorata dagli inglesi che sono ovunque. Questa volta siamo partiti con la piccola 500 io e il mio compagno: un po’ per romanticismo e un po’ per muoverci agevolmente tra viuzze e strade sterrate.

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A Siena: pici cacio e pepe per pranzo e poi visita al Duomo e a piazza del Campo

Per spezzare il viaggio da Milano alla Toscana abbiamo fatto tappa a Siena, dove conosco un ristorante nei pressi del Duomo scoperto qualche anno fa in una precedente vacanza: è la Taverna del Capitano dove gustare innanzitutto i pici, la pasta tipica (più info nel link in fondo a questo articolo). Dopo pranzo siamo entrati nel Duomo per ammirare la splendida pavimentazione interna, un trionfo di mosaici, e la biblioteca Piccolomini.

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Quindi ci siamo affacciati su piazza del Campo – in cui svetta la Torre del Mangia – che ad agosto è la spettacolare scenografia del palio di Siena.

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Casali e cipressi: il segno particolare del paesaggio della Val d’Orcia

San Quirico d’Orcia dista da Siena circa quaranta chilometri. Poco prima di arrivarci ecco la prima immagine da cartolina: il celebre boschetto dei cipressi uno dei simboli della Toscana. Ho accostato l’auto e sono entrata nei campi salendo una collinetta per riuscire a fotografarli un po’ più da vicino. Risalita in macchina abbiamo raggiunto l’hotel.

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Dove dormire in Val d’Orcia?
Al Casanova Hotel Residence SPA e Beauty Farm di San Quirico d’Orcia

La Val d’Orcia è disseminata di casali e poderi che offrono alloggi, ma io non amo essere completamente fuori dal mondo e, come al solito, ho cercato un posto strategico (che per me significa centrale rispetto ai chilometri da fare ogni giorno). Per questo ho optato per San Quirico d’Orcia e per il Casanova Hotel Residence SPA e Beauty Farm alle porte del paese: data la bella stagione, al mattino sveglia in orario, una colazione abbondante e poi via in 500 verso le nostre mete. Al pomeriggio rientro per un tuffo ristoratore nella bellissima piscina, affacciata sulla valle e circondata da cipressi.  Il Casanova Hotel Residence è dotato di SPA per gli amanti di questo servizio e ha collegato un ristorante, la Taverna del Barbarossa, dove gli ospiti possono prenotare la cena e usufruire dello sconto del 10%. Il ristorante ha posti coperti e all’aperto e offre un’ampia gamma della cucina toscana. Abbiamo mangiato lì due sere: rapporto qualità/prezzo eccellente.

Per chi volesse stare in paese a dormire, segnalo quesi indirizzi, scovati camminando per le stradine di San Quirico d’Orcia:
Palazzo del Capitano
Rifugio degli Artisti.

Il primo giorno: San Quirico d’Orcia,
la Cappella della Madonna della Vitaleta e Bagno Vignoni

Siamo entrati a San Quirico d’Orcia dalla porta dei Cappuccini, trecento metri a piedi dall’hotel. Il paese – di orgine etrusca, esempio di urbanistica medievale senese –  è davvero bello e offre al visitatore due chiese (la Collegiata e  la Chiesa di San Francesco), via Dante Alighieri (in cui passeggiare sul selciato di pietra che non teme il sole e in cui trovare negozi, bar e ristoranti) e due splendidi spazi verdi: gli Horti Leonini e il Giardino delle Rose.

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A quattro chilometri da San Quirico d’Orcia c’è Bagno Vignoni, celebre per le terme e per la sua piazza d’acqua. Qui il turismo è soprattutto inglese, difficilmente sentirete parlare un altro idioma. Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i locali attorno alla grande vasca di acqua calda. Noi abbiamo scelto Il Loggiato, taverna toscana (telefono 0577.888973) e abbiamo pranzato a base di carne: io hamburger di chianina e il mio compagno costolette di agnello. Vi segnalo La locanda del Loggiato per un soggiorno romantico e di charme.

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Altra immagine da cartolina è quella della Cappella della Madonna della Vitaleta: da San Quirico d’Orcia dirigetevi verso Pienza e prestate attenzione a una freccia segnaletica sulla destra. Imboccate la sterrata fino a una recinzione dove lasciare l’auto. Quindi incamminatevi lungo il sentiero (ampio) che in venti minuti tra i campi di grano sfiorati da un bel vento fresco conduce alla splendida cappella.

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Il secondo giorno: Pienza, Montichiello e Montepulciano

Il secondo giorno ci siamo diretti a Pienza, città ideale del Rinascimento, il cui nome ricorda quello del papa Pio II. Attorno alla piazza (in cui noi abbiamo assistito al concerto di un coro proveniente dallo Yorkshire) sorgono i principali edifici.

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Poi è un dedalo di viette (via del Bacio e via della Fortuna tra le altre) con ristoranti, bar e negozi ma, soprattutto, una cura particolare per l’aspetto floreale. Per dormire ho notato in una piazzetta tranquilla la Small Lovely House.

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Lasciata Pienza, abbiamo fatto tappa prima a Montichiello e poi a Montepulciano.

Arrivederci Val d’Orcia in un mare di girasoli

Luglio è il mese dei girasoli: sulla strada per Siena che ci avrebbe riportato all’autostrada e poi a casa abbiamo salutato la Val d’Orcia con negli occhi un’altra… immagine da cartolina.

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