Praga in tre giorni

Sono arrivata a Praga la prima volta (febbraio 2017) in treno, provenendo da Berlino. Nella capitale della Repubblica Ceca ero stata quasi vent'anni fa e conservavo pochi e sbiaditi ricordi. In tre giorni - freddi e ventosi ma per fortuna senza pioggia - sono riuscita a vedere (quasi) tutto quel che desideravo, ma mi è rimasta qualche piccola curiosità da soddisfare. Quindi sono tornata ad agosto 2017 con mia figlia Martina (finalmente rientrata dal suo anno negli Stati Uniti) e sono riuscita a completare la mia lista dei desideri.

Innanzitutto vi segnalo il sito ufficiale della città di Praga per tutte le esigenze di informazioni preliminari (non mancate di seguire anche il profilo Instagram per trovare ispirazione per le vostre foto e per scoprire alcuni angolini davvero particolari): Prague.eu

Per le informazioni pratiche su voli, hotel, trasporti da/per l'aeroporto leggete Praga: come arrivare e dove dormire mentre per i suggerimenti relativi al cibo Praga: indirizzi giusti per mangiare

Il primo giorno: il Ponte Carlo, il Castello e la piazza della Città Vecchia

La prima giornata a Praga è sotto un cielo azzurro e un vento teso. Da piazza della Città Vecchia ho raggiunto a piedi e attraversato il ponte Carlo perchè la meta era il Castello.

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Quel che salta subito all'occhio è la lunga teoria di statue enormi che decorano il ponte più celebre della città (lascio a una buona guida il racconto dei dettagli di ciascuna statua). Probabilmente il ponte Carlo è il monumento più famoso della città e unisce la Città Vecchia con il Piccolo Quartiere.Sul ponte capita spesso di poter ascoltare buona musica (video).

Adesso è accessibile solo ai pedoni, ma in passato vi transitavano le carrozze. Su entrambi i lati si apre con una torre. Non mancate di concedervi il rito del lucchetto degli innamorati (se siete in piacevole compagnia).

© www.pennaevaligia.itOltrepassata la torre, basta... prendere fiato e incamminarsi lungo la scalinata che conduce alla collina del Castello.

Un consiglio: alzatevi presto e fate in modo di uscire per le 8.30 perchè questo è l'unico modo di arrivare al Castello di Praga in tempo per l'apertura (alle 9.00), evitare le file e trovarvi tra grupponi immensi di giapponesi (ma non solo). Il biglietto completo costa 350 corone (preso a febbraio), quello ridotto 250 (preso a luglio): consiglio il secondo, in quanto contiene le cose essenziali da vedere (la Cattedrale di San Vito, il Vicolo d'oro, la Basilica di San Giorgio e il Vecchio Palazzo Reale). Più che sufficiente: meglio conservare un po' di energie (e qualche soldo) per vedere, sulla collina, il complesso di Loreto (sotto a sinistra) e il Monastero di Strahov (sotto a destra) con la bellissima biblioteca.

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La gotica magnificenza della Cattedrale di San Vito racchiude splendide vetrate tra cui quella dell'artista ceco Alphonse Mucha (in città c'è anche il museo Mucha, ve ne parlo più avanti, è nei pressi della piazza San Venceslao). Tra le curiosità: le tre campane della Cattedrale di San Vito si chiamano Zikmund, Vàclav (Venceslao) e Jan Krtitel (Giovan Battista); pare che suonino lietamente nei momenti felici e con tristezza quando le terre ceche sono in difficoltà.

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Uno dei luoghi di maggior interesse anche turistico nell'area del Castello è il Vicolo d'Oro dove rimanere incantati dalle piccole case degli artigiani. La casa azzurra al 22 ebbe un illustre inquilino anche se per poco tempo (dal 1916 al 1917): Franz Kafka.

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Scendendo dal Castello e dirigendosi verso l'Isola di Kampa vi imbatterete nel Muro di John Lennon. A proposito dell'origine del muro ecco cosa potete leggere su Wikipedia: "Originariamente esso era un semplice muro della città, ma improvvisamente a partire dagli anni '80 divenne un simbolo di pace e libertà per la popolazione, soprattutto i giovani che iniziarono a riempirlo con graffiti e disegni ispirati a John Lennon, nonché con frasi tratte da canzoni dei Beatles.

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Il regime comunista allora al potere nel paese, ovviamente non gradiva la presenza del muro che era ben presto diventato un fondamentale punto di riferimento dal punto di vista politico e sociale per i giovani di Praga che continuavano a riempirlo di frasi e disegni, ai quali ben presto fecero compagnia quelli dei giovani provenienti da ogni parte del mondo che, venendo a Praga si sentivano quasi obbligati a far visita al muro che era nel frattempo diventato anche una ricercata meta turistica. Il muro deve il suo nome al fatto che dopo la sua morte, Lennon divenne un eroe pacifista per i giovani cechi e presto un suo ritratto fu dipinto sul muro assieme a parole delle sue canzoni".

Il secondo giorno: il quartiere ebraico e la piazza della Città Vecchia

La Praga ebraica è immediatamente a ridosso della Città Vecchia: il quartiere porta il nome di Josevov. Per prima cosa recatevi in Maiselova 15 al centro di informazioni per acquistare il biglietto d'ingresso cumulativo e ricordatevi che non è possibile accedere ai siti ebraici di Shabbat (il sabato). Il biglietto d'ingresso è valido per le sinagoghe (Maiselova, Pinkasova, Klausova e Spagnola), per il vecchio cimitero ebraico e per la sinagoga Vecchia-nuova. Tenete in considerazione di dedicare una mattina a questa parte della città.

La Sinagoga Vecchia-nuova è il monumento più antico della città ebraica praghese e una delle più antiche conservatesi in Europa. E' stata per più di 700 anni la principale sinagoga della comunità ebraica praghese ed è il più antico esempio rimasto di sinagoga medievale a due navate.

Accanto (non visibile nella foto) c'è un edificio con un orologio sul tetto: è il vecchio municipio ebraico oggi sede delle comunità ebraiche della Repubblica ceca.

Il vecchio cimitero ebraico di Praga è stato fondato nel 1478: all'interno ci sono 12.000 lapidi ma pare che le persone sepolte qui siano addirittura 100.000. Meglio andarci di primo mattino per evitare l'eccesso di visitatori.

 

La Sinagoga Pinkas è il memoriale degli ebrei cecoslovacchi rinchiusi e streminati nel campo di concentramento di Terezìn. Sui muri sono scritti i nomi dei 77.297 ebrei che non tornarono (foto sotto a sinistra) e una voce li scandisce durante l'intera giornata. C'è anche una raccolta di disegni fatti dai bambini nel campo di Terezìn tra il 1942 e il 1944. Anche a Praga è possibile trovare le pietre di inciampo che testimoniano i luoghi in cui vissero gli ebrei prima di essere deportati: in questo caso (foto sotto a destra) la destinazione era proprio Terezìn.

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Rientra nella visita anche la Ceremony Hall (foto sotto a sinistra) che contiene oggetti della tradizione. La Sinagoga spagnola esternamente non è particolarmente degna di nota se non per la forma (foto sotto a destra) ma l'interno è superbo (le altre due foto più in basso), pare sia la più bella sinagoga europea.

 

Nel tardo pomeriggio apre per concerti di musica classica: il programma a cui ho assistito io era un po' ardito per gli abbinamenti proposti (Verdi con Ravel, i carmina burana con Don't cry for me Argentina), ma in ogni caso è un modo piacevole per trascorrere un'ora all'insegna della musica.

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Il mattino presto o il tardo pomeriggio sono i momenti migliori per ammirare la piazza della Città Vecchia. Nella piazza spiccano le torri della Chiesa di Tyn, le case romaniche e gotiche dai colori pastello

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la struttura barocca della Chiesa di San Nicola e, infine, il municipio della Città Vecchia con l'orologio astronomico che allo scoccare delle ore attira una folla di turisti curiosi (video).

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Il terzo giorno: piazza San Venceslao, lo shopping, il museo Mucha
e lo stile Liberty, la Casa Danzante

© www.pennaevaligia.itDedicate il terzo giorno a Praga con alcune attività complementari.
Innanzitutto fate tappa in piazza San Venceslao, nella città nuova.

La piazza - con la statua equestre a San Venceslao - è legata a numerosi eventi storici di portata fondamentale, dalla proclamazione della Repubblica indipendente nel 1918 alla tragica morte dello studente Jan Palach nel 1969, che si diede fuoco suididandosi per protestare contro l'invasione sovietica. Mentre nel 1989 la piazza fu teatro di una protesta contro la polizia durante la rivoluzione di velluto.

Tra le tante panchine con frasi celebri in ceco e in inglese di piazza San Venceslao (tra gli altri Einstein, Leonardo da Vinci, Seneca...) questa che vedete sotto a destra ha un significato particolare: la frase (La verità e l'amore devono andare oltre le bugie e l'odio) è infatti di Václav Havel, scrittore, drammaturgo, politico e poeta ceco. È stato l'ultimo presidente della Cecoslovacchia ed il primo presidente della Repubblica Ceca.

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In questa zona di Praga potete dedicarvi pure allo shopping nel senso globalizzato del termine grazie alla presenza (anche nelle vie circostanti) delle principali catene internazionali (c'è pure un negozio Hamleys, il celebre tempio londinese dei giocattoli).

Non mancate di dare un'occhiata allo splendido edificio liberty dell'Hotel Europa e, sempre in tema di liberty, visitate il poco distante Museo Mucha (Panskà 7, ingresso a pagamento) che ricostruisce la storia e la produzione dell'artista (molto interessante per chi come me si occupa di grafica e di comunicazione).

© www.pennaevaligia.itA seguire, sempre nella Città Nuova, concedetevi una bella passeggiata lungo il fiume, magari scendendo da un lato e risalendo dall'altro, fino a raggiungere la Casa Danzante altrimenti chiamata anche Ginger e Fred dal nome della coppia di celebri ballerini Ginger Rogers e Fred Astaire.

Praga d'estate: in crociera sulla Moldava

D'estate le giornate possono essere molto calde e soleggiate come è successo a me e a Martina. Prendetevi quindi un'ora di pausa e guardate la citta da un altro punto di vista con una crociera sulla Moldava. Dura circa un'ora, con commenti in tutte le lingue (italiano compreso), e consente di riposarsi e di scoprire angoli e palazzi altrimenti inaccessibili.

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I punti di partenza più comodi sono sotto al ponte Carlo, dove trovate i banchetti in cui acquistare i biglietti.

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Praga, la città di Franz Kafka

© www.pennaevaligia.itChiudo con una citazione dello scrittore simbolo della città, Franz Kafka: "Prague never lets you go... this dear little mother has sharps claws"

Molti sono i tributi all'autore del "Processo" e delle "Metamorfosi" da scovare in giro per la città. Uno è costituito dai 42 strati in movimento di una scultura  di undici metri che creano il volto del famoso scrittore,  39 tonnellate di peso, realizzata nel 2014 da David Černý e posta davanti al nuovo centro commerciale Quadrio (proprio sopra la stazione della metropolitana Národní).

Poi ci sono la statua dello scrittore nei pressi della Sinagoga spagnola (un’insolita statua equestre in bronzo, alta 3,75 metri, realizzata da Jaroslav Róna accanto a cui mi sono concessa una foto), la sua effigie all'angolo dell'omonima piazza che ospita l'omonimo caffè (nei pressi della piazza della Città Vecchia) e (come detto sopra) la casa azzurra al n. 22 del Vicolo d'Oro al Castello dove lo scrittore visse alcuni anni.

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