Napoli: segreti partenopei (di Roberto Sanfilippo)

L'indirizzo giusto per dormire e due luoghi insoliti da visitare: è la Napoli di Roberto Sanfilippo, amico da sempre e viaggiatore incallito, che nella città partenopea ha "scovato" tre posti davvero interessanti.

Dormire al B&B "Grande Archivio"

In un tradizionale cortile una bella casa borghese rimodellata nel Sette/Ottocento, all’ultimo piano un ascensore esterno conduce in un lussuoso appartamento dove la signora Antonia - coltissima e innamorata della sua città - e i suoi figli hanno ricavato tre camere spaziose e ben arredate per un bed&breakfast  - il "Grande Archivio" - tra i più suggestivi del centro storico di Napoli. Durante la prima colazione nella bella e luminosa sala che si affaccia su piazzetta Nilo, gli aneddoti e gli indirizzi che la signora può dare valgono da soli il prezzo della camera.

B&B Grande Archivio
Signora Antonia e Signor Lucio
+39 327 737 2755
Via Grande Archivio, 22
Napoli

L’ospedale di Santa Maria degli Incurabili e la sua meravigliosa Farmacia

Nel cortile dell’ospedale di Santa Maria degli Incurabili (il nosocomio è ancora in parte funzionante) c’è la meravigliosa Farmacia degli Incurabili che ha riaperto, da due anni, i suoi grandi portoni di quercia massiccia. Dalla cornice superiore ci scrutano attenti un demone e un angelo. Il farmaco era – e rimane – portatore di salute oppure di morte.

La farmacia più importante nell’Europa del Settecento, a Napoli, era anche – o soprattutto – un Tempio massonico, un centro iniziatico frequentato dalle migliori intelligenze dell’epoca.

Danno ancora il capogiro quelle vetrine barocche e l’enorme tavolo da speziale in radica, d’un pezzo solo. Gli scaffali sono zeppi della più grande collezione al mondo di vasi e ampolle bianchi e blu. Contengono ancora i fondi di pozioni, di unguenti, di erbe, di impiastri e di sciroppi. Qualcuno di quei rimedi settecenteschi ha servito efficacemente allo scopo fino a tutta la Seconda Guerra Mondiale.

Da una parte all’altra del grande salone due enormi vagine d’oro si riflettono. La prima con rimando alla vergine sirena partenopea, l’altra aperta e visibilmente ricucita. Al di là di numerosissimi rimandi simbolici ed esoterici, l’immagine ricorda l’alta specializzazione del reparto ginecologico dell’ospedale, che era in grado di operare al meglio anche parti cesarei. Per questo, in una lapide bianca a mezza altezza su una facciata dell’edificio centrale, è ancora leggibilissimo l’invito: “Donna incinta – a qualunque censo, razza e credo tu appartenga – bussa e qui troverai gratuitamente ogni cura ed attenzione” (grazie per la foto a Lino Romano). Un invito che con i secoli si è un po’ smarrito nelle burocrazie delle aziende ospedaliere.

Ospedale S. Maria degli Incurabili - Farmacia degli Incurabili
Via Maria Longo, 50
Napoli

Cimitero delle Fontanelle: le anime pezzentelle di Napoli

E’ ombrosa e fresca, come si addice a una cava di tufo. Alta, come le antiche cisterne d’acqua. E’ il Cimitero delle Fontanelle, Napoli, rione Sanità.

Almeno quarantamila i resti di uomini e donne scomparsi nel Seicento e nel Settecento. Sono i morti di peste, di colera, di sifilide, di povertà. Sono le anime pezzentelle di Napoli: famiglie intere morte di contagio, in pochi giorni, o pezzenti veri, tutti uniti nella solitudine di una morte non pianta.

Più tardi, alla fine dell’Ottocento e nel Novecento fino ai nostri giorni, questi resti, ordinati lungo i muraglioni di tufo, accatastati a formare piramidi e Golgotha simbolici, sono stati spesso adottati. Sì, adottati, da vivi senza morti: adottare uno o più teschi di sconosciuti per assumerli nella propria famiglia, piangerli, proteggerli in cappellette e dare loro persino il proprio cognome. Soprattutto erano gli orfani ad adottare i poveri resti sconosciuti. S’inventavano così una famiglia cui appartenere. Ancora centinaia di migliaia sono sotto il pavimento di cemento, rischiarato di tanto in tanto da lastroni di vetro con altre tibie e teschi a vista.

Si esce rasserenati dalla visita di questo cimitero dove, di tanto in tanto, una rosa rossa spicca tra i cumuli grigi delle ossa, a ricordarci la bellezza e la breve unicità dei colori della vita. Bella, straordinaria e poco conosciuta storia di una Napoli inesauribile di racconti.

Cimitero delle Fontanelle
Via Fontanelle, 80
Napoli

® riproduzione vietata

per saperne di più su Roberto Sanfilippo: www.robertosanfilippo.it 

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