Israele, day 5: in auto a noleggio da Gerusalemme verso il Mar Morto

Oggi (era il 17 settembre 2019 ndr) ci sono le elezioni presidenziali, Netanyau si gioca la riconferma e la città è in day off a scelta (chi vuole non lavora). In effetti Yafo (Jaffa Street) è abbastanza vuota. Alle 9.50 siamo fuori dall’autonoleggio Europecar in King David Street a due passi dal mitico King David Hotel e l’altrettanto mitico YMCA. Ed è qui che capiamo cosa vuol dire un day off a singhiozzo. Oggi sono in day off tre autonoleggi su quattro quindi sono tutti qui da Europecar alla ricerca di un mezzo.

E non importa se io sono passata due giorni fa e ho regolarmente prenotato per le 10. Pare che tutti abbiano prenotato. Chiedo a una delle ragazze del desk quando potrebbe durare grosso modo la coda: meno di un’ora. Mai previsione fu meno azzeccata. La faccio breve: due ore per uscire con i moduli firmati (la pratica è complessissima) e un’altra mezz’ora per avere l’auto.
Nota molto positiva: due ore di chiacchiere con due americani di NY e con una ragazza ebrea ortodossa di Gerusalemme originaria dell’Argentina.
Nota molto negativa: il tentativo (sventato da me) del personale di far passare davanti ai turisti una coppia di ebrei ortodossi newyorkesi con la scusa che (come tutti) avevano prenotato e il tentativo - riuscito, nonostante le proteste degli americani e dell’amica ortodossa - di una giornalista che ha bypassato tutti con la scusa che le serviva l’auto per seguire le elezioni.

© www.pennaevaligia.it

Quindi meglio non noleggiare auto? No, noleggiatela: serve tanta pazienza perché la procedura è lunga (anche senza le elezioni), ma poi potrete muovervi liberamente lungo strade facili da percorrere e decisamente poco trafficate su cui mi sono divertita. I mezzi pubblici comunque arrivano anche al Mar Morto e nei luoghi di interesse in quella zona.

Partiamo quindi con la nostra Fiat 500 (non potevo non noleggiare la ‘mia’ auto) e grazie al gps usciamo in scioltezza da Gerusalemme. Poi un’ora e mezza di guida piacevole alla media di 80 km/ora e siamo a Ein Bokek, un agglomerato di hotel per chi vuole scoprire i benefici del Mar Morto, visitare Masada e scoprire l’oasi Ein Gedi. Siamo a oltre 400 metri sotto il livello del mare, il punto più basso della terra.

Sono le quattro quando arriviamo in spiaggia con 38 gradi. Difficile stabilire la temperatura dell’acqua. Ma tutto sommato stiamo bene. È il sale a sorprenderci, non solo perché la concentrazione otto volte superiore rispetto agli altri mari fa galleggiare. Ma anche per la sensazione sulla pelle e il leggero prurito che causa. Fondamentale da sapere: non immergersi, stare attenti a che non vada l’acqua negli occhi, non bere.

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Al Prima Oasis Dead Sea veniamo accolti da Mr. Oscar che si prende cura di noi con una splendida camera vista mare, da cui potremo ammirare l’alba e il tramonto.

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Qui si viene anche per la SPA, per i massaggi e per i trattamenti di bellezza. Prendiamo una spremuta di melograno, un frutto che qui è presente in quantità e per ogni dove, spremuto o offerto in grani in grossi bicchieroni.

Nota 1: a Ein Bokek non ci sono vie, per trovare l'hotel dovete attraversarlo e cercare l'insegna del vostro.
Nota 2: Ein Bokek vorrei vederlo fra cinque anni, perchè stanno costruendo tantissime infrastrutture sulla spiaggia, chioschi e negozi. Probabilmente è previsto un enorme sviluppo del turismo da queste parti.

Usciamo a cena verso le 20, la temperatura è un po’ calata ma appena si aprono le porte dell’hotel è come avere un asciugacapelli sempre puntato addosso. Ma non è male!

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