Israele, day 9&10: fine settimana a Tel Aviv, lo Shabbat, il mercato del Carmel e la spiaggia dei surfisti

Shabbat a Tel Aviv è diverso da Gerusalemme ma ha comunque le
sue peculiarità. Il lungomare è affollato di runners, artisti e suonatori. È possibile ascoltare musica di tutti i tipi, io mi sono lasciata incantare da tre musicisti classici (guarda il video). Di domenica, con le biciclette, facciamo un salto al porto delle barche a vela e alla spiaggia dei surfisti, poi al mercato del Carmel.

© www.pennaevaligia.it

Al Mercato del Carmel di Tel Aviv è una profusione di melograno e di spezia. Ci arriviamo di mattina a piedi, dopo aver lasciato le biciclette sul lungomare alla stazione delle biciclette più vicina. Per raggiungerlo passiamo attraverso un quartiere di case basse, un’altra Tel Aviv, più simile a certe nostri paesi del sud Italia.

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Oggi ho imparato il significato della melagrana per gli ebrei, un frutto che qui in Israele è ovunque, nei mercati, nei bar e nei chioschi lungo le strade. Si usa molto nel Capodanno ebraico, la si mangia con l’augurio che i nostri meriti siano numerosi come i chicchi della melagrana. Rosh Hashana sarà la prossima settimana.

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È l’ultimo giorno per noi e ho ripensato a perché sono qui. È iniziato tutto all’Università, quando per l’esame di Storia e Istituzioni dei Paesi afroasiatici ho scelto Israele. Poi sono venuti i libri di Grossman, Oz e Yehoshua, quello di Roth e di Richler, le canzoni di Leonard Cohen, gli spettacoli di Moni Ovadia, i viaggi nelle città europee della Seconda guerra Mondiale con le sinagoghe, i campi di concentramento e i cimiteri ebraici.

Ho dato anche un’occhiata ai mezzi di trasporto per andare in aeroporto. È possibile prendere il treno ma da dove siamo noi è un attimo scomodo. Dal momento che adoro i mezzi pubblici non mi faccio scoraggiare. Alla fermata dei bus nel viale dietro al Prima City Hotel scopro (o meglio intuisco perché è tutto scritto in ebraico salvo il simboletto dell’aereo) che esiste un bus 445 che percorre la città lago lungomare e ferma praticamente nei pressi di tutti gli hotel. Da qui passa a 05 ogni ora. Chiedo per precauzione alla reception (sono sempre gentilissimi) che conferma le intuizioni e le notizie (poche) trovate online. In aggiunta alla reception hanno pure le tessere del traporto pubblico. Quindi tutto a posto, si va in aeroporto in bus, tempo di percorrenza circa 40 minuti, costo circa dieci shekel (ricordarsi di controllare orari al venerdì e che non funziona di sabato).

È tardo pomeriggio sulla spiaggia di Tel Aviv, la grande arancia con le spiagge californiane e i grattacieli newyorlesi ci regala un altro splendido tramonto.

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