Sentirsi a casa a Essaouira. Diario di una giornata con Annalu Guazzotti (*)

Essaouira regala giornate magiche, lente e se sai dove guardare scopri mondi nascosti che i turisti non hanno il tempo di osservare e comprendere, piccoli magici  rituali, porte che solo un "local" conosce e può aprire. La mattina inizia pigra, non prima delle 10.30. La medina dorme ancora, i negozi sono chiusi e non danno segno di voler aprire. Con calma bisogna cominciare a pensare al rituale della colazione che ha tre possibilità.

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Driss, la più antica pasticceria dove il pain au chocolat è un’istituzione

La prima è Driss, la più antica pasticceria di Essaouira, che è già aperta ed il gattone rosso che da sempre è ospite della pasticceria è acciambellato sull'ultima sedia libera del locale ma  nessuno osa disturbarlo. La coda alla cassa è già lunga ma il pain au chocolat di Driss è un'istituzione ne vale sempre la pena. La prassi vuole che ci si faccia impacchettare la preziosa pasta “à emporter” (da porta via) perché c'è il sole e non c’è posto migliore della grande Place (moulhay Hassan) per godersi la colazione al sole. Ho notato che noi europei abbiamo sempre un certo senso di colpa nel sederci a un bar ordinando un caffè estraendo il prezioso pacchetto di Driss dalla borsa. In effetti anche io ci ho messo molto tempo per compiere questa operazione con nonchalance, ma in Marocco è normale, è una questione di abitudine!

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Seconda e terza possibilità. I due bar sulla piazza imprescindibili sono uno di fronte all'altro: il caffè italiano Dolce Freddo oppure il Bab Lachour, molto marocchino e tradizionale, ben esposto al sole. La scelta tra i due bar per un residente è dettata da due cose: se vuoi guardare chi c’è, chi è arrivato, vuoi essere visto e, soprattutto, vuoi fare due chiacchiere allora non ci sono dubbi… la scelta è Dolce Freddo. Se invece vuoi stare tranquillo, non dare nell'occhio ma avere la situazione sotto controllo… allora il Bab Lachour è il tuo posto.

Una bella tradizione: la distribuzione del pane gratuito ai più sfortunati

La mattina presto intorno alle 8.30 si svolge la silenziosa distribuzione del pane gratuito ai più sfortunati. Avviene lontano da sguardi indiscreti, in un angolo della piazza, è una cerimonia intima del villaggio ed è bella e inaspettata. Così come è bello vedere i genitori che accompagnano i bambini scuola mano nella mano. Siamo in Africa, ma le cartelle dell'Uomo Ragno o dei Minions, le facce assonnate dei bambini e i gesti sono gli stessi: un bacio frettoloso davanti all'ingresso della "madrassa", la scuola, e poi via in classe!

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Proprio di fronte all'ingresso della madrassa in Rue Eddakhel si trova…

Hervé Sevat in rue Eddakhel: artista del ritratto

Uno dei miei artisti preferiti senza alcun dubbio è Hervé Sevat, franco tunisino: nel mio riad c'è un suo  ritratto di un sadhu indiano dal turbante rosso ed occhi profondi. Sento già sua la meravigliosa musica francese d'antan riempire rue Eddakhel. Hervè spesso è seduto fuori dal suo atelier su una sedia nella piccola via, dipinge godendosi l'unico raggio di sole che illumina la stradina a quest'ora: è una scena che mi fa sentire a casa e mi rende felice!

Oltre ad essere un magnifico ritrattista capace di ritrarre le facce più affascinanti della medina  sul suo blocco da disegno, è un uomo di grandissimo charme e incredibile cultura, è molto timido ma ci conosciamo da quando ha aperto la sua bottega di antiquariato anni fa. Prima di scoprire il suo incredibile talento ,avevo comprato da lui un rabouz rosso (un soffietto per attizzare il fuoco del camino), ma in effetti ero entrata per conoscerlo: mi incuriosiva enormemente. Qui si usa così, ci si presenta e, se entri in sintonia, nasce immediatamente un'amicizia profonda che in Europa crei dopo anni di frequentazione. Forse è un istinto che hanno gli "expat", un’urgenza di avere una "famiglia" di riferimento.

Atelier Corallo: gioielli e monili unici fatti a mano

A proposito di amicizie istintive e persone di talento passo a salutare poco più avanti Stefano, napoletano e personaggio unico nel suo genere! Ha aperto da diversi anni (qui il tempo ha tutta un'altra valenza, le date sono relative!) una piccola boutique di oggetti preziosi e non, l'Atelier Corallo, gioielli  realizzati disegnati da lui. Sono davvero pezzi unici che ti ricordano il Marocco. Adoro i bracciali e le collane in legno di Tuia abbinato all’argento "graffiato" e plasmati a mano. Collane ed  anelli di grande gusto, oggetti evocativi che diventano  veri e propri porte-bonheur,  in grado di tenere a bada la malinconia quando si è lontani da Essaouira. Corallo è un quartier generale per gli italiani, ci fermiamo sempre a fare due chiacchiere ed a scambiarci  informazioni,  già che ci siamo proviamo le nuove creazioni di Stefano che ti accoglie sempre con un sorriso ed una battuta in napoletano.

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Si è fatta già ora di pranzo e le opzioni sono diverse e tutte interessanti:
Mangiare a Essaouira, les bonnes adresses di Annalu Guazzotti (*)

Gallerie-Boutique Elizir: tra i tesori di Abdellatif

Appena si alza il vento, rientro verso la medina a bordo di un vecchio petit taxi: la portiera cigola e non si chiude, la pelle di montone sul cruscotto è un must e nel portabagagli c’è una cassa di sardine fresche appena comprate che aromatizza la Dacia già non profumatissima… anche questo è un classico di questo paese di pescatori.

Scendo davanti a Bab Sba, la porta più vicina della medina, giro a destra e cammino sull'avenue Istklal ed entro alla Gallerie-Boutique Elizir. Abdellatif è seduto nel suo regno, mi accoglie con un grande sorriso e mi mostra gli ultimi tesori della sua galleria, mi racconta in perfetto italiano dei suoi viaggi e mi offre un the alla menta  profumato e caldo tra una console francese scovata  a Casablanca ed un quadro antico arrivato da Marrakech.

E' difficile descrivere questa caverna di Ali Baba, è un luogo magico in cui più ti addentri e più ti innamori dell'atmosfera e dei pezzi scelti uno per uno da Latif, che è stato per molti anni un ristoratore di grande talento in Italia e poi ad Essaouira. Ha aperto questa galleria incommensurabilmente chic da un paio d'anni ed è diventata in brevissimo tempo un riferimento tra i personaggi famosi. Spesso qui si incontrano attori, architetti famosi e personaggi bizzarri che discutono i prezzi davanti ad un the con un sottofondo musicale sempre bellissimo che varia a seconda dell'umore del proprietario.

(*) Annalu Guazzotti gestisce il riad Maison A a Essaouria (Dormire a Essaouira: la Maison A) e vive tra il Marocco e l’Italia.

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